{"id":614,"date":"2015-08-20T15:26:00","date_gmt":"2015-08-20T13:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettiseparati.it\/?p=614"},"modified":"2022-08-11T22:48:15","modified_gmt":"2022-08-11T20:48:15","slug":"cose-che-ho-imparato-oggi-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lettiseparati.it\/?p=614","title":{"rendered":"COSE CHE HO IMPARATO OGGI \u2013 12"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettiseparati.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Moratti-03.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"236\" height=\"340\" src=\"https:\/\/www.lettiseparati.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Moratti-03.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-615\" srcset=\"https:\/\/www.lettiseparati.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Moratti-03.jpeg 236w, https:\/\/www.lettiseparati.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Moratti-03-208x300.jpeg 208w\" sizes=\"(max-width: 236px) 85vw, 236px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Bertagna. Non \u00e8 propriamente un Carneade, almeno in ambito scolastico. Ma per tutto il resto del mondo: chi caspita \u00e8 Giuseppe Bertagna?!<br>Giuseppe Bertagna \u00e8 quel povero Cristo che si \u00e8 trovato a presiedere il gruppo di lavoro incaricato di\u00a0 stendere le basi pedagogiche e culturali della Riforma Moratti.<br><em>Ah, bella roba!<\/em>, mi pare di sentirvi. Eppure, eppure.<br>Oggi ho imparato qualcosa che sapevo confusamente, che mi ronzava per il cervello, ma che se non mi capita, come \u00e8 capitato oggi, di doverci perder su qualche mezzorata di lavoro non si traduce mai in una consapevolezza piena. E cos\u00ec, prima lo pensavo, ma\u00a0adesso ce lo so.<br>Oggi ho imparato che, per dirla in linguaggio\u00a0strettamente tecnico-pedagogico: la riforma Moratti era una figata. Spaccava il culo ai passeri. Riforma Moratti\u00a0<em>rulez<\/em>.<br>C\u2019era, nella riforma Moratti, una sapienza e una capacit\u00e0 di armonizzare cultura pedagogica e filosofica, concezione della persona e innovazione didattica, astrattezza teorica e concretezza educativa, recupero della tradizione e visione rivoluzionaria davvero uniche nella storia della scuola italiana. Un\u2019operazione culturale di altissimo livello, della quale Bertagna teneva le fila.<br>Una riforma di\u00a0razionalit\u00e0 stringente, direi elegante: ridotta all\u2019osso, si tratta\u00a0di un procedimento\u00a0in cui l\u2019ideale (il PECUP, il profilo dello studente in uscita) si traduce nella realt\u00e0\u00a0dell\u2019individuazione delle competenze di cui lo studente dev\u2019essere fornito; e queste competenze diventano cos\u00ec gli obiettivi del mio insegnamento, che metto in atto a partire dalla definizione dei singoli\u00a0obiettivi di apprendimento, espressi in termini di conoscenze e abilit\u00e0, che mi devono aiutare\u00a0a costruire quelle competenze, obiettivi\u00a0che perci\u00f2 diventano il fine cui tendo progettando le mie lezioni. C\u2019\u00e8 il\u00a0tener conto di quel che lo studente \u00e8 e di quel che deve essere; il\u00a0tener conto delle capacit\u00e0 che la natura e il suo sviluppo gli forniscono e delle competenze di cui dev\u2019essere in possesso per affrontare autonomamente la vita; e all\u2019incrocio tra questo essere e questo dover essere\u00a0ci sono io, l\u2019insegnante, l\u2019attivit\u00e0 culturale della scuola.<br>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un sapere fisso, calato dall\u2019alto, che io professore\u00a0ti trasmetto perch\u00e9 s\u00ec, perch\u00e9 qualcuno ha deciso che questo sapere ha valore, e ne ha pi\u00f9 di quanto valga io o di quanto valga tu, studente; no, adesso ci sei tu, studente, e io, insegnante. Lo scopo \u00e8 la realizzazione di te. E il sapere che voglio aiutarti ad apprendere dev\u2019essere strumentale a quel che tu sei, al progetto che tu stesso costruisci su di te attraverso il sapere. Perci\u00f2 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un programma, ma delle indicazioni: una direzione, che per\u00f2 sta a me e a te tradurre in strada.\u00a0Nella riforma Moratti, Comenio e Rousseau vengono alle mani, e Comenio le prende di santa ragione.<br>Peccato. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 come un\u00a0<em>gap<\/em>\u00a0triste tra il modo in cui questa riforma \u00e8 stata\u00a0concepita, il valore pedagogico e culturale del lavoro di elaborazione che l\u2019ha preceduta, lo sforzo di pensiero che l\u2019ha\u00a0preparata, e quel che invece \u00e8 stato fatto passare\u00a0a tutti noi, operatori dell\u2019istruzione e\u00a0destinatari, utenti o anche solo semplici cittadini dello Stato italiano.<br>Non vi fu nessun coinvolgimento degli insegnanti, non dico come soggetti di elaborazione (mica balle, non ne abbiano le competenze, quand\u2019anche insegnassimo da ventordici anni), ma anche solo, banalmente, come operai destinati a far funzionare quell\u2019edificio:\u00a0ben poco si \u00e8 investito, insomma, sulla formazione degli insegnanti, sul nostro essere davvero consapevoli delle ragioni di quel che ci veniva chiesto di fare, della sua valenza culturale ancor prima che organizzativa o gestionale. In questo lo Stato ha sicuramente fallito, per motivi ideologici, economici, pratici e quant\u2019altro.<br>Ma noi insegnanti siamo stati corresponsabili. Ci siamo subito accodati a omogeneizzare la riforma al generale contesto di tifo da stadio fra le opposte tifoserie di berlusconiani e antiberlusconiani; ci siamo spaccati dal ridere sulle tre I come se davvero fossero state il centro della riforma; ci siamo abbeverati agli allarmismi dei sindacati (oh, anche allora era stata uccisa la scuola pubblica, mica solo oggi, altro che\u00a0<em>walking dead<\/em>, \u2018sta scuola pubblica continuiamo ad ammazzarla e a tirarla su\u00a0<em>since 1923<\/em>, e tutte le volte, di fronte a una nuova riforma, ci troviamo a difendere a spada tratta quello che fino a dieci minuti prima\u00a0definivamo un cadavere); dai sindacati abbiamo accettato di buon grado la tranquillizzante tutela dei diritti acquisiti di\u00a0chi era nelle graduatorie ad esaurimento ed il sistematico sabotaggio delle SSIS, alcune certo capaci di sabotarsi da sole, ma altre, in quegli anni, capaci di porsi come unico tentativo credibile di dare una reale formazione agli insegnanti, di renderli consapevoli del loro lavoro, di far loro sollevare lo sguardo dal programma, dal libro di testo e dalla lezione.<br>Dietro la\u00a0riforma Moratti c\u2019era un lavoro culturale enorme, di cui chi non \u00e8 addetto ai lavori non conosce che una minima parte. Un po\u2019 perch\u00e9 quasi\u00a0nessuno si \u00e8\u00a0interessato di farci vedere di pi\u00f9, per calcolo, per necessit\u00e0, perch\u00e9 non ci sono i soldi per l\u2019aggiornamento e la formazione, per spocchia, per stupidit\u00e0; un po\u2019 perch\u00e9, ammettiamolo, di pedagogia e didattica\u00a0gliene frega niente a nessuno, in primis agli insegnanti, figurarsi\u00a0al pubblico di tv e giornali, e per il\u00a0resto del mondo la scuola \u00e8 quella roba che serve a\u00a0dare un diploma a mio figlio e bon basta; ma un po\u2019 anche perch\u00e9 siamo stati noi insegnanti a non aver voluto e a non voler vedere di pi\u00f9, perch\u00e9 in fondo in fondo molti di noi sono tuttora convinti che il nostro lavoro sia quel qualcosa che accade in aula dalle 8.00 alle\u00a08.55 tra noi, il nostro testo e quei baluba che abbiamo davanti, e una volta che \u00e8 suonata la campanella tana liberi tutti. Non dite balle, li conoscete, ce n\u2019\u00e8 ancora un botto che la vedono cos\u00ec. Gli stessi che poi strepitano\u00a0se qualcuno dice loro\u00a0che lavoriamo solo diciotto ore la settimana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.lettiseparati.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Moratti-02-300x273-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-616\" width=\"252\" height=\"229\"\/><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.lettiseparati.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Moratti-01-300x263-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-617\" width=\"253\" height=\"222\"\/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bertagna. Non \u00e8 propriamente un Carneade, almeno in ambito scolastico. 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