{"id":408,"date":"2011-09-19T18:18:56","date_gmt":"2011-09-19T16:18:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lettiseparati.it\/?p=408"},"modified":"2011-09-19T18:18:56","modified_gmt":"2011-09-19T16:18:56","slug":"stupenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lettiseparati.it\/?p=408","title":{"rendered":"STUP\u00c8NDA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Gli insegnanti, si sa, sono subdoli e opportunisti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Io, per esempio, ho bisogno che i miei studenti recuperino il significato e il senso di cose per loro ormai lontane e date per scontate. Cose da niente, come la capacit\u00e0 di stupirsi, di interrogarsi su quel che vedono, di rimanere colpiti da una novit\u00e0. Non (solo) perch\u00e9 la cosa mi interessi in s\u00e9, ma perch\u00e9 \u00e8 funzionale a comprendere quel che sar\u00e0 il <em>leit motiv<\/em> del lavoro di quest\u2019anno.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> E allora, in questo primo giorno di scuola dal clima novembrino, ho chiesto ai miei diciassettenni di fermarsi un attimo, di far mente locale e raccontare che cosa, delle ormai trascorse vacanze, li abbia colpiti in particolare. Fatti accaduti, persone incontrate, esperienze vissute che li abbiano stupiti e di cui avvertano tuttora il riverbero.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> (E lo so bene che non \u00e8 tutta \u2018sta gran botta di originalit\u00e0, ma cosa ci volete fare, sono poco creativo e tradizionalista. Ed \u00e8 il primo giorno anche per me, eh).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Ho avuto quattro risposte. Ve le ripropongo quasi testualmente, cos\u00ec come sono state esposte ai compagni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Per quanto mi riguarda, vi posso dire che il mio obiettivo \u00e8 pienamente raggiunto, e che posso cominciare a lavorare tranquillo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Senza contare che, come insegnante, mi nutro dello stupore altrui quasi come i protagonisti di <em>True Blood<\/em> fan con l\u2019ematocrito, e perci\u00f2 mi son sentito subito satollo.<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Ho passato un giorno a L\u2019Aquila. Mi ha fatto impressione. No, non ci sono pi\u00f9 le macerie in giro, ma c\u2019\u00e8 solo questo lungo corso, e tu sei obbligato a percorrerlo senza poter prendere le strade sulla destra e sulla sinistra, ci sono proprio i militari, gli alpini che ti impediscono di passare. \u00c8 tutto messo in sicurezza, tutto transennato, ma fa impressione, sembra una citt\u00e0 fantasma. E fanno impressione le vetrine. Guardi qua, prof, ho scattato le foto e ce le ho qua sul cellulare. Guardi questa vetrina: ci sono ancora le uova di Pasqua. E quest\u2019altra, con l\u2019avviso \u201cSaldi primavera estate 2009\u201d. Il tempo si \u00e8 fermato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; A me ha colpito San Vito dei Normanni. Non ero mai stata gi\u00f9 in Puglia, \u00e8 davvero tutt\u2019un\u2019altra cosa. Il mare, gli ulivi. E la gente. Ti salutano e ti accolgono come se li conoscessi da una vita. I nostri padroni di casa avevano un negozio di alimentari, beh, la sera ci facevano trovare le cose da mangiare senza che le avessimo chieste, cos\u00ec, per gentilezza, poi gliele pagavamo il giorno dopo. Anche se la sera non c\u2019\u00e8 tanta vita mi \u00e8 piaciuta molto di pi\u00f9 la settimana che ho passato a San Vito che quella che ho passato a Rivabella. O era Bellaria, non ricordo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Io sono andato in Romania. Un mio amico studia l\u00e0, cos\u00ec sono andato a trovarlo. Mica a Bucarest, no, dall\u2019altra parte, boh, finisce in oara. \u2026No, non Timisoara\u2026 ah, ecco: Hunedoara! No, non \u00e8 rumeno: ha provato a iscriversi a medicina a Parma, a Milano e a Pavia, ma non l\u2019hanno preso. Allora si \u00e8 iscritto l\u00e0, in Romania. Oh, paga meno che star qua. Beh, sa una cosa? Visti i rumeni che ci sono qua, io mi credevo che l\u00e0 ci fosse un sacco di delinquenza, che non si potesse uscire la sera e robe cos\u00ec. Invece no, sono uguali a noi. S\u00ec, sono pi\u00f9 poveri. Hanno anche meno voglia di lavorare, e infatti in giro \u00e8 pieno di barboni. Ma non si vive male.\u00a0 E niente, io ci avevo un pregiudizio, ma le cose sono molto diverse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Mia sorella \u00e8 andata in Burundi. Si ricorda, prof, quel progetto del Comune, il progetto Kamlalaf? Ecco, quello. Mia sorella si \u00e8 preparata per un anno, l\u2019hanno presa e ci \u00e8 andata. \u00c8 stata via un mese a lavorare in un centro a Bujumbura. Facevano mattoni, pensi un po\u2019, prof! Mi raccontava che l\u00ec i bianchi non li vedono mica bene. Per dire, noi diciamo sporco negro, loro dicono sporco bianco. E ai bambini dicono che se fanno i cattivi viene l\u2019uomo bianco e se li porta via. Ma la cosa che pi\u00f9 mi ha colpito \u00e8 mia sorella. \u00c8 tornata cambiata. \u00c8 diversa, non \u00e8 pi\u00f9 la stessa di prima. Chiss\u00e0 perch\u00e9.<\/span><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli insegnanti, si sa, sono subdoli e opportunisti. Io, per esempio, ho bisogno che i miei studenti recuperino il significato e il senso di cose per loro ormai lontane e date per scontate. 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