Articoli con tag Cinque Stelle

COSE CHE HO IMPARATO OGGI – 05

Se stai pedalando in salita (e hai cinquant’anni, e non sei mica lì a fare del professionismo, ma sudi e ansimi perché in qualche modo fare esercizio ti fa bene e comunque andare in bici ti piace un sacco), a comandare sono le gambe, il ritmo cardiaco e l’ossigenazione, non l’orgoglio. Se gambe cuore e polmoni dicono Cazzo, fermati!, tu ti fermi, punto. Poi magari riprendi. Che gambe cuore e polmoni hanno sempre ragione, l’orgoglio produce solo un mucchio di telefonate al 118 che si sarebbero potute evitare facilmente.

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Forse ho capito la differenza fra rating e ranking, in riferimento alle scuole e ai loro risultati (qualunque cosa siano i risultati di una scuola): il ranking dovrebbe essere una graduatoria discreta nella quale ciascuna scuola occupa un posto, laddove il rating mi pare essere l’inserimento della stessa scuola in una fascia di valutazione di ampiezza convenzionale. Non chiedetemi di più, non obiettate, non contestate, è una distinzione che funziona quando rispondo ai test ministeriali e tanto mi basta, almeno per ora.

Ho finalmente trovato un Cinque Stelle che mi sta piuttosto simpatico MA, COM’È COME NON È, ORA NON C’È PIÙ!

CinqueStelle

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QUANDO UN PARTITO SI OCCUPA DELLE BRETELLE

A proposito della bretella autostradale a cinque stelle in quel di Caltavaturo.

Sbaglierò, dirò delle eresie dal punto di vista socio-politico-giuridico ed economico-industrial-pedagogico, eh, può essere benissimo. Però la metto giù così:

Non faccio fatica a riconoscere che l’opera abbia una sua utilità, piccola o grande che sia, e per quel che mi riguarda non avrei niente da dire se la strada fosse stata costruita coi soldi dell’amministrazione comunale di Caltavuturo, o offerta dal Rotary, o dalla Banca delle Madonie o dalla parrocchia del Sacro Cuore.
Quello che non mi sconfinfera è proprio la questione delle cinque stelle sul cemento.
Come non mi avrebbe garbato punto vederci uno scudocrociato o una falce e martello o l’elefantino dei repubblicani.
Semplicemente, non è compito di un partito costruirmi una strada.
Un partito NON DEVE costruirmi una strada.
Cerco di dirlo meglio:
Non voglio dire grazie a nessun partito per la costruzione di una strada. Non voglio ringraziare nessun partito perché arrivano in orario i treni. Non voglio ringraziare nessun partito se la mia città è sicura. Perché un partito non siamo “tutti” e per definizione non è di tutti: non è “pubblico”, un partito. E se oggi mi dà qualcosa in quanto partito, domani in quanto partito vuole da me qualcosa in cambio. Perché sì, perché è un partito! Se un partito mi fornisce un servizio che mi dovrebbe essere fornito dal “pubblico”, se un partito inizia a supplire il pubblico siamo già fuori dai ruoli democratici, siamo già sulla soglia del voto di scambio, e forse anche un po’ più in là.
Fossi siciliano, direi: grazie mille, caro 5stelle, ma la tua strada non la uso neanche morto, e per arrivare a Carcuccioliddi continuerò a metterci foss’anche un’ora in più. Perché sì, perché mi sento più libero a bestemmiare contro un’amministrazione pubblica che a dire grazie a un partito.

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