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16 LUGLIO 2011

Compiere gli anni in estate non è una cosa facile.

Quando ero piccola eravamo sempre in campagna.
Niente compagni di scuola, niente amichetti.
Ho un sacco di foto fatte intorno al tavolo rotondo io, lo zuccotto e i miei cugini.
Di anno in anno aumentavano le candeline sulla torta, scomparivano denti, apparivano occhiali.
Oggi le ho messe in fila. Eravamo sempre noi, di anno in anno diversi.
Poi son diventata grande e il 16 luglio faceva schifo uguale.
Gli amici sono al mare oppure sei al mare tu e il compleanno lontano da casa è complicato da organizzare.
Allora niente regali, che non si sa dove comprarli, e niente neanche quando torni, che ormai è il compleanno di qualcun altro e il tuo è già passato.
Anni di cene romantiche in posti meravigliosi, tu, tuo marito, i tuoi figli e qualche volta la suocera o la mamma. Che è bello anche così, per carità.
E poi ci son giornate come questa, giornate che sei felice anche se ti senti troppo grande.
Giornate che ricorderai per la sorpresa, per l’affetto, perché è stato tutto per te.
Giornate che sorridi come in quella foto.
Sì. Quella foto là, che abbracci il mondo.

 

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ESSERCI

Il mio oroscopo dice che “in questa prima parte del 2011 si legge un senso di grande agitazione e scontentezza. I disagi saranno parecchi e potranno riversarsi anche nella vita sentimentale“.
Invece quello di mio marito dice che “Giove, il grande Giove, si trova molto bene nel vostro segno di Terra, forse perché sente il respiro di Venere; riesce a dare molto sotto il profilo dei soldi e dell’amore, tiene unita la famiglia“.
Io un po’ me ne fotto di Urano e di Giove e conto che anche quest’anno possiamo farcela.
Che possiamo continuare a pagare il mutuo e finire di pagare la macchina e poi, forse, andarcene al mare questa estate e raccogliere conchiglie.
Io conto di sentire ancora la rabbia arrivare come uno tsunami nella testa e subito dopo crollare per la stanchezza, di ritrovarmi ancora qualche volta ad arrossire e ad avere le farfalle nella pancia.
Conto di riuscire a non essere mai indifferente, conto di avere la casa piena di gente e un divano letto da preparare. Conto di riuscire un giorno ad entrare in ufficio senza quel senso di nausea e aspetto ancora di diventare grande e sapere gestire i conflitti senza morirci sotto.
Conto di aprire ancora qualche volta la porta di casa e di trovarti solo e avere insieme lo stesso pensiero.
Insomma io conto, anche quest’anno, di esserci. E che ci siate anche voi.

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