TRACCE DI PIACENZA/5


La trasformazione da mercante in prestatore si realizzò gradualmente attraverso la consuetudine con il cambio della moneta da parte dei mercanti lombardi operanti nelle fiere; l’eccessiva diffusione del diritto di battere moneta, legata al particolarismo politico, aveva infatti provocato una circolazione molteplice di monete di valore e corso diversi e oscillanti, sicché negli scambi internazionali occorreva una particolare competenza per assegnare a ciascuna il giusto valore di mercato. Astigiani, chieresi e piacentini si specializzarono in questa attività, molto remunerativa per chi fosse attento alla speculazione, e ottennero un primo riconoscimento ufficiale come “cambiatori”. La disponibilità di contante in diverse valute consentì loro poi di poterlo offrire sul mercato finanziario e di metterlo cosi in circolazione sotto forma di prestiti, nonostante i divieti canonici.

R. Bordone, L’usura all’italiana. Mercanti e usurai italiani del Medioevo, Storia e Dossier 69, gennaio 1993, pp. 39 s.

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