PUNTA IL CIELO


Accucciata sul balcone guardavo il fumo della sigaretta svanire.
Nel seguirne la danza ho alzato lo sguardo seguendo il profilo della ringhiera sino al vaso e oltre il suo bordo.
E c’era una cosa che prima non c’era, una cosa che non c’è stata mai.
Una punta verde che arrogante spuntava dalla terra bagnata da mille giorni di pioggia e di gelo.
E accanto a lei altre, più piccole, ancora in parte nascoste.
Ho alzato la testa e c’era questo azzurro pulito nel cielo e la luce forte.
Ho controllato i vasi: non hanno seguito i miei disegni, non sono nell’ordine in cui li avevo messi a novembre. Han fatto di testa loro, seguendo percorsi che non erano miei.
E sono spuntati di nascosto, mentre fuori pioveva, quando nessuno li poteva vedere.
Ora non faccio che vederla, quella punta di tulipano.
Mi giro e quel dito verde smeraldo che punta il sole occupa tutto il mio sguardo.
E ogni volta sono un pochino più felice.

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  1. #1 di AmicaB il 18 febbraio 2011 - 17:41

    Sembra che avesse ragione Bertrand Russell quando diceva che “fumare fa bene”.

    • #2 di Leonardo il 18 febbraio 2011 - 18:09

      (e anche l’andare in Olanda contro il parere della moglie, ehm)

  2. #3 di AmicaB il 18 febbraio 2011 - 20:24

    Sì, sì, lo ricordo chiaramente in un suo noto scritto…

  3. #4 di Cristina il 18 febbraio 2011 - 20:42

    Io avevo rimosso.

  4. #5 di GiuseppeG il 20 febbraio 2011 - 18:42

    Generalmente quando uno fuma vede solo il fumo che si libra nell’aria e poi si disperde. Lei no. Lei non può che trasformare tutto ciò che vede in poesia. Ma come fa? Ma come può?

  5. #6 di cristina il 20 febbraio 2011 - 23:17

    Benvenuto! E grazie, ma a volte è sufficiente guardare e raccontare quel che si vede per fare poesia.

  6. #7 di GiuseppeG il 21 febbraio 2011 - 00:16

    Direi di no. Credo che solo per pochi è sufficiente raccontare ciò che si vede per trasformarlo in poesia. Per noi comuni mortali invece è difficilissimo

(non verrà pubblicata)