TACCO 10


Non sento freddo questa sera.
Non c’è l’aria che taglia la faccia, non c’è nebbia.
Solo l’odore della polvere da sparo che non si disperde e il silenzio.
Anche stanotte questa città tace.
Si festeggia in fretta, quel tanto che basta. E poi si tace.
Sono le due di notte e camminiamo al centro di una strada deserta.
Tu con le mani ficcate in tasca, io che mi guardo i piedi.
Si sentono solo i miei passi, il rumore dei tacchi sul selciato.
E non c’è neanche un po’ di ritmo nel battere pesante del mio andare.
Mi affretto e poi rallento, rompo continuamente il tempo.
Cerco un incedere regolare tra cacche di cani e sanpietrini.
Intanto ascolto e se ascolto solo sono sola.
In questa via stretta del centro c’è solo il mio rumore.
Ti guardo. Le mani in tasca, il passo leggero.
Mi affretto. Rallenti.
Scegliamo una frequenza e continuiamo a camminare.

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